Se il PD non si sveglia finirà dissanguato
Pubblicato da Claudio Alberti alle 10:34 in Analisi politiche
Se il buon giorno si vede dal mattino, la prossima campagna elettorale per le regionali rischia di essere, per il PD, un vero calvario. Se il più importante passo in avanti compiuto da Franceschini alle scorse Europee era stato quello di condurre il gioco dei temi trattati (lui proponeva le questioni da mettere al centro dell'agenda politica, e gli altri partiti erano costretti a rispondere), il PD di Bersani (che è ancora, per carità, in una fase di rodaggio) si trova di nuovo a rincorrere, a non riuscire a dirigere la discussione. E' così sulla giustizia, è così sulla manifestazione contro Berlusconi del 5 dicembre. Casini fa proposte e Bersani risponde, oppure Di Pietro spara una bordata delle sue e Bersani risponde, è questo lo schema che si sta seguendo: mai che a fare la prima mossa sia il PD.
Ma una campagna passata a rintuzzare colpo su colpo, ad inseguire tutti, non è sostenibile per il PD, anche perché lo schema-Bersani prevede alleanze larghe, fatte di tante forze politiche che si batteranno per avere visibilità: se il Partito Democratico non avrà una sua egemonia anche dal punto di vista della comunicazione, finirà dissanguato. Un partito tirato per la giacca da una parte e dall'altra, da destra e da sinistra, perde la giacca, c'è poco da fare.
Speriamo che ciò sia dovuto ad una fase di studio del neo-segretario. Ma anche questa non può durare a lungo, perché le regionali sono molto più vicine di quanto ci si aspetti, e anche perché Bersani studia da segretario da almeno 2 anni, quindi di tempo per prepararsi ne ha avuto abbastanza.
Tag: bersani, casini, democratico, di, partito, pd, pietro, regionali, sinistra
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