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Nov 0918

Se il PD non si sveglia finirà dissanguato

Pubblicato da Claudio Alberti alle 10:34 in Analisi politiche


Se il buon giorno si vede dal mattino, la prossima campagna elettorale per le regionali rischia di essere, per il PD, un vero calvario. Se il più importante passo in avanti compiuto da Franceschini alle scorse Europee era stato quello di condurre il gioco dei temi trattati (lui proponeva le questioni da mettere al centro dell'agenda politica, e gli altri partiti erano costretti a rispondere), il PD di Bersani (che è ancora, per carità, in una fase di rodaggio) si trova di nuovo a rincorrere, a non riuscire a dirigere la discussione. E' così sulla giustizia, è così sulla manifestazione contro Berlusconi del 5 dicembre. Casini fa proposte e Bersani risponde, oppure Di Pietro spara una bordata delle sue e Bersani risponde, è questo lo schema che si sta seguendo: mai che a fare la prima mossa sia il PD.

Ma una campagna passata a rintuzzare colpo su colpo, ad inseguire tutti, non è sostenibile per il PD, anche perché lo schema-Bersani prevede alleanze larghe, fatte di tante forze politiche che si batteranno per avere visibilità: se il Partito Democratico non avrà una sua egemonia anche dal punto di vista della comunicazione, finirà dissanguato. Un partito tirato per la giacca da una parte e dall'altra, da destra e da sinistra, perde la giacca, c'è poco da fare.

Speriamo che ciò sia dovuto ad una fase di studio del neo-segretario. Ma anche questa non può durare a lungo, perché le regionali sono molto più vicine di quanto ci si aspetti, e anche perché Bersani studia da segretario da almeno 2 anni, quindi di tempo per prepararsi ne ha avuto abbastanza.

Nov 0917

Tolto il crocifisso rimane la chiazza

Pubblicato da Claudio Alberti alle 11:10 in Link Love


crocifissoVi linko il bellissimo commento del presidente delle ACLI sulla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sul crocifisso nelle aule scolastiche. Con un intelligente paradosso, il presidente accoglie con favore la sentenza, evocando anche, tra l'altro, un'immagine molto toccante:

Quando tu hai un quadro al muro, magari ci passi davanti milioni di volte e lo ignori; poi d'improvviso un giorno lo togli e rimane una chiazza bianca e t'accorgi che manca.Così è il crocifisso.

Che siate d'accordo o no, mi sembra veramente un ottimo spunto di riflessione.

Nov 0912

I socialisti europei salvano (un po') la vita a Bersani

Pubblicato da Claudio Alberti alle 10:59 in Analisi politiche


D'AlemaIl gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo si schiera compatto in favore della candidatura di Massimo D'Alema a Mister PESC. Sicuramente un successo per la politica estera italiana, anche perché a sostegno dell'ex premier c'è anche il governo di centrodestra del nostro Paese. Ma anche una bella ventata d'ossigeno per Pierluigi Bersani, neosegretario del PD.
 
NOn è certo un segreto, infatti, il ruolo determinante di D'ALema nell'elezione di Bersani: l'ombra di D'ALema aleggiava fino all'ultimo momento sull'autorevolezza del segretario in pectore già durante la campagna per le primarie, e l'impressione che baffino sarebbe stato - più che un semplice king-maker - il vero socio di maggioranza del PD bersaniano era più che forte. E questo non era solo motivo di preoccupazione per i nemici di D'Alema all'interno del PD, ma anche per gli amici: da sempre, infatti, D'Alema è tutto fuorché un alleato comodo.
 
Basta chiedere a tutti i segretari dei suoi partiti, da Occhetto a Fassino, da Veltroni a Franceschini: tutti loro, praticamente, sono stati eletti con l'appoggio del leader maximo, per poi scoprire che gestire i rapporti con lui e mantenerli perlomeno accettabili è pressoché impossibile. Tutti, prima o poi, sono stati defenestrati dal loro ex sponsor. Ai tempi degli ultimi DS, una delle sorprese più grandi fu che Fassino era riuscito a resistere a D'Alema per un tempo incredibilmente lungo, senza rompere con lui e perdere, di conseguenza, il partito.
 
La stessa cosa sarebbe avvenuta, come avevo pronosticato tempo fa, anche con Bersani, se D'Alema, per qualsiasi ragione, avesse scoperto che l'ex presidente dell'Emilia non era più utile. Ma con lui in Europa (anzi, per il mondo a rappresentare l'Europa), lontano dalle pochezze della politica nostrana, Bersani potrebbe avere salva la pelle. Vedremo come andrà a finire.
Nov 0911

Ciao donna Flora

Pubblicato da Claudio Alberti alle 22:18 in


Roma 2011 vuole dare l'estremo saluto a Flora Viola, vedova di Dino Viola, uno degli imprenditori che ha dato di più allo sport di questa città. Alla sua morte, "donna Flora" divenne la prima presidente donna del calcio italiano (può sembrare strano che un blog politico si occupi di calcio in questo modo, ma a Roma anche il calcio è una questione politica: provate a diventare presidenti della Roma senza conoscere Andreotti, e capirete).
Nov 0910

Finalmente 10 domande anche a Di Pietro

Pubblicato da Claudio Alberti alle 12:29 in Link Love


La rivista Micromega ha imparato il ruolo della sorella maggiore, La Repubblica. Come il quotidiano di via Colombo organizza le fronde del principale partito di centrosinistra, il PD, la rivista minore e più radical chic lancia la fronda nel partito minore e più amato dai radical chic, l'Italia dei Valori. Ecco allora che la creatura di Flores D'Arcais lancia 10 domande al leader dell'IDV, Di Pietro.

Eccole, brevemente:

1) Di Pietro ha detto in una intervista che nelle liste di IDV non c'è un solo caso di incandidabilità, di immoralità e che tutti gli eletti e i candidati hanno il certificato penale al seguito, precisando che si intende per "immoralità" l'essere condannato con sentenza definitiva. Si rende conto l'Idv che, secondo questa lettura, un personaggio come Marcello Dell'Utri, non ancora condannato in via definitiva, sarebbe da ritenersi candidabile?

2) Nella stessa intervista Di Pietro ha affermato che Orazio Schiavone non è "neanche più condannato" perché il suo reato, secondo la "normativa successiva non è più neanche reato". Lei ritiene che l'Idv possa candidare persone che hanno commesso reati che tuttavia, grazie alle depenalizzazioni del governo Berlusconi - ad esempio il falso in bilancio - "non sono più neanche reati"? Per quanto riguarda Porfidia, Di Pietro dice che non è vero che è indagato per il 426 bis, ma per un "banalissimo abuso d'ufficio" di quando era sindaco. Non pensa che la base di IDV, soprattutto i giovani, vogliano essere rappresentati da persone che non abbiano commesso neanche dei "banalissimi abusi"?

3) Di Pietro ha affermato che su 2500 eletti nell'IDV ci sono appena 32 persone che provengono da esperienze politiche precedenti. La cifra sembra molto bassa, ma se anche fosse, non pensa che sia un problema che queste persone abbiano in parecchi casi una storia caratterizzata da disinvolti salti da uno schieramento all'altro che dimostrano, se non altro, una spiccata tendenza all'opportunismo e al trasformismo?

Continua a leggere le 10 domande...

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