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Feb 10 9

La crisi economica che colpisce il Lazio, le candidate ci pensino

Pubblicato da Claudio Alberti alle 18:53 in Campagne elettorali


La rassegna stampa di oggi della regione Lazio è indicativa della situazione attuale: ieri, è stata alta la tensione sotto la sede della Provincia di Frosinone, dove hanno manifestato i lavoratori della Multiservizi, in attesa di certezza sul loro stipendio (i fondi regionali del 2009, 800 mila euro, sono stati sbloccati solo venerdì scorso, ma devono ancora passare per altre procedure burocratiche); è stato aperto un nuovo tavolo istituzionale dalla regione per i lavoratori del progetto Meccano di Cisterna di Latina, i cui esiti sono ancora molto incerti; 150 lavoratori dell'Italtel, poi, sono scesi spontaneamente in piazza a Roma, preoccupati per i loro stabilimenti; la regione sta anche tentando di salvare l'Alstom, società di trasporti di Colleferro, e, a quanto pare, la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori sarà rinviata.Questo, solo per riportare quanto successo ieri, un giorno come un altro, dunque. Nel frattempo, la CNA fa sapere che negli ultimi mesi dello scorso anno i mutui concessi dalle banche per l'acquisto di immobili non residenziali, quindi capannoni o uffici per le imprese, sono crollati di oltre il 30%.
 
Sono tutte piccole storie, che a molti non dicono niente, ma si tratta di centinaia di lavoratori coinvolti direttamente, più altre migliaia dell'indotto che si trovano a rischio. La crisi in corso rischia di distruggere il Lazio. Il prossimo presidente della regione dovrà avere, come priorità, la salvezza dei lavoratori di questa regione. Il Lazio deve avere un nuovo sviluppo, meno concentrato sulla sola Roma, omogeneo, innovativo. Le imprese devono fare sistema, e devono essere supportate da infrastrutture degne di questo nome. Le energie che già oggi potrebbero rivitalizzare il mercato devono essere messe in moto. Se no, sarà peggio per tutti.
Feb 10 9

La Lazio in zona B. Ora la destra ha paura di Lotito

Pubblicato da Claudio Alberti alle 15:47 in Campagne elettorali


lotitoDa romanista, domenica scorsa al gol di Maxi Lopez contro la Lazio sono esploso di gioia. La vittoria del Catania, infatti, ha portato la squadra biancoceleste di Roma in zona retrocessione, un regalo che la malagestione del presidente Lotito sta facendo a noi giallorossi, che non ci auguriamo mai il male altrui, ma per la Lazio facciamo un'eccezione. Come me tutti gli altri romanisti hanno esultato, dunque: tutti tranne uno, forse. Quell'unico romanista era l'ex presidente della regione Lazio, oggi in corsa come consigliere regionale, Francesco Storace.
 
In città, infatti, tutti sanno dei buonissimi rapporti che intercorrevano tra Lotito e l'allora governatore, negli anni in cui le imprese del primo facevano man bassa negli appalti per la pulizia dei locali di competenza regionale. Da quanto si ricorda in città, poi, Storace fu uno dei principali sponsor per l'acquisizione della società sportiva da parte di Lotito. A questo punto, molti tifosi della Lazio, i quali tradizionalmente votano quasi all'unanimità per l'estrema destra, potrebbero buttarla in politica, e far pagare a Storace le colpe manageriali del suo ex pupillo.
 
Nelle trasmissioni sportive radiofoniche, seguitissime da queste parti, aleggia la proposta di scrivere, sulla scheda elettorale, frasi come "Lotito vattene", al posto della croce per il voto. Molti si lasciano andare all'ottimismo: "Siamo 80 mila...".
 
Così scrive oggi  Noiroma:
 
Ma quello che più colpisce è il fatto che moltissimi tifosi laziali hanno giurato che non voteranno il centro-destra alle prossime elezioni regionali. Perché? Per protestare contro Francesco Storace che aprì la strada di Formello a Lotito. 
 
La Repubblica, poi, nota la stranezza di un comunicato del sindaco Alemanno di domenica, a seguito della sconfitta col Catania: Invito tutti coloro che hanno responsabilità nella vita della squadra ad impegnarsi al massimo per allontanare lo spettro della retrocessione. Tutto questo su "carta intestata" del Campidoglio, praticamente. Segno che la destra ha paura di Lotito, forse.
 
Detto ciò, da romanista sostenitore convinto della Bonino, mi permetto di dire che se prima speravo che la Lazio andasse in B, ora che so anche che questo potrebbe far perdere la destra, me lo auguro proprio con tutto me stesso.
Feb 10 6

I partiti nascono guardando avanti, ricordiamocelo

Pubblicato da Claudio Alberti alle 14:07 in Analisi politiche


Qualche giorno fa ho partecipato all'inaugurazione di un nuovo circolo del Partito Democratico. Per festeggiare, era stata preparata una grossa torta, con sopra disegnato il simbolo del partito: per ragioni logiche e prevedibili, i presenti non sono riusciti a finirla tutta, ma, per scherzare, io ho fatto notare ad alcuni come la parte più mangiata fosse quella della "P". Segno, ho detto, che "Partito" è stato già mangiato e digerito, ma "Democratico" ancora proprio no.
Al di là della battuta (che ovviamente i presenti non hanno capito, e non si sono persi nulla, direi), questa settimana ho seguito la puntata de La Storia siamo noi dedicata al PCI emiliano (ovviamente si parlava di Prima Repubblica), con ospite in studio (e intervistato nel servizio filmato) il segretario del PD Bersani. A dominare tutte le scene era la nostalgia per una storia gloriosa, e Bersani, in tutto questo, non si è sottratto di certo, pur tentando, costantemente, di trovare riferimenti per la sua segreteria attuale nell'antica identità comunista emiliana.
Non voglio sindacare sul contenuto della puntata, ci mancherebbe. Né, tantomeno, sull'intervista a Bersani, che mi è sembrato anzi sincero e coinvolto. Vorrei, però, far notare che questa è la strada peggiore per costruire l'dentità democratica: coprirla di continuismo, facendo sentire ospiti quelli che nella storia precedente non c'erano, e mitizzando acriticamente quella storia stessa, non fa nascere un partito nuovo, adeguato al nostro tempo.
 
Tanto per capirci: se voglio capire come essere democratico, guardo in avanti, all'Italia che vorrei tra 10 o 15 anni. Se non ce la faccio, mi guardo intorno, alla sensibilità democratica mondiale che è il movimento più vivo del nostro tempo, e va da Obama ai ragazzi di Teheran, da Zapatero ai movimenti per i diritti delle donne in Africa. O guardo avanti, o mi guardo intorno. Indietro non guardo, sinceramente. 
Anche perché in Italia, soprattutto a sinistra, secondo me il modo con cui si prendono gli insegnamenti dalla Storia è sbagliato e il modo in cui si mettono in pratica è ancora più sbagliato
 
Quindi, se posso permettermi, elogio Bersani da Minoli, ma invito anche a risentire i pochi secondi in cui a La Storia siamo noi parlai io:

Feb 10 5

Morgan, Bersani e Sanremo

Pubblicato da Claudio Alberti alle 17:48 in (ir)reality


Sembra strano, ma c'è voluto un cocainomane per far dire a Bersani la prima cosa giusta da mesi a questa parte. Una cosa di buon senso contro il finto perbenismo di questi giorni contro Morgan, che pure ha fatto un errore che definire grossolano sarebbe poco. Comunque, condivido in pieno le parole del segretario PD.
 
Ne approfitto, anche, per dare due consigli agli organizzatori del Festival di Sanremo:
  1. se escludete Morgan, per assicurare la correttezza e la regolarità della competizione dovete fare l'antidoping a tutti gli altri cantanti. Non è giusto che a pagare sia solo chi ha parlato, e non tutti quelli che rimangono in un silenzio paraculo (o pensate che Morgan sia l'unico tossico del mondo della musica?);
  2. potete rispondere così a Bersani: visto il modo in cui ha gestito la vicenda delle candidature regionali, ci permettiamo di non accettare consigli su come gestiamo noi le selezioni, di qualsiasi tipo.
Feb 10 2

Vi prego, non distruggete il mio Paese

Pubblicato da Claudio Alberti alle 17:09 in Vita da blogger


E' stato sconsolante, oggi, leggere il più importante quotidiano italiano. Nel giro di poche pagine c'erano un articolo che lega gli investimenti di Cosa Nostra alla costruzione di Milano 2 (secondo Ciancimino jr, non perché questo fosse un affare, ma più che altro perché c'erano diverse pressioni ed intercessioni in proposito), e un altro che mostra delle foto di una cena del 1992 tra Di Pietro e Contrada, che sarebbe stato arrestato di lì a pochi giorni, e successivamente condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Una foto vergognosa, che Di Pietro ha provato a distruggere, e che alimenta non pochi sospetti sui legami fra chi ha portato avanti la stagione di Tangentopoli, i servizi segreti italiani e americani, e la mafia (basta leggere qui e qui ).
 
E' stato un pessimo inizio di giornata, che spero non si ripeta più. Non è una critica al Corriere, che anzi ha fatto benissimo a pubblicare tutto, ma a quanto ancora non sappiamo sul nostro Paese. Alimentando sospetti, facendo crescere i dubbi e i lati oscuri, negando all'opinione pubblica il diritto di sapere, questo Paese si distrugge.
Non possiamo permettere che due dei principali protagonisti della vita pubblica italiana siano sospettati di avere legami con la mafia. Come continuo a ripetere, la mafia è il male assoluto. Chiedo chiarezza, pretendo che i cittadini sappiano tutto, esigo la trasparenza. Senza, non ci resteranno che cocci da raccogliere.
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