Cortocircuiti politici della Città Eterna
I fucili di Bossi non potevano rimanere fuori della campagna elettorale. La sparata è stata troppo grossa (anche tenendo conto del personaggio-senatùr), e il leader del PD Veltroni ne ha approfittato per strumentalizzarla a fini elettorali, con l'appello di ieri al suo contendente Berlusconi, in cui ha parlato, con una buona dose del suo populismo piacione alla volemose bene, di unità nazionale, di tricolore, di inno di Mameli.
Il secondo appunto è che, se proprio Veltroni è così amante dell'Italia, dovrebbe essere anche rispettoso della Costituzione che la regola, che prevede già un Garante come il Capo dello Stato davanti a cui il presidente del Consiglio giura.
Il terzo appunto, quello di Berlusconi, era prevedibile: Uòlter gli ha tolto l'offesa dalla bocca, come fanno i bambini quando, secondo la vulgata popolare, tolgono gli schiaffi dalle mani dei genitori.
Il quarto appunto lo faccio io: dove sono andati a finire i tempi in cui si poteva ricordare a Berlusconi che era (era?) un iscritto alla P2 (che con la Costituzione non c'entrava un granchè)?