Antonio Di Pietro, malgrado a prima vista possa sembrare un sempliciotto di paese con un'oratoria sgrammaticata e un impeto passionale, è un politico abile, che da quasi vent'anni sa cavalcare le onde su cui si butta. Faceva così già quando stava alla
Procura di Milano, durante
Mani Pulite, assorbendo su di sé un mare di attenzione mediatica e sfruttandola al meglio. E' entrato ben presto in politica (che
Mani Pulite fosse una cosa all'italiana, destinata a tramontare presto, se ne accorse per primo lui, a mio avviso), con chi gli offriva di più, dal punto di vista simbolico e materiale (il collegio del Mugello, roba da vendere la propria madre per averlo).
Ora, sta sfruttando il ciclone Grillo, Santoro, Travaglio: si è fatto, col suo amore per il giustizialismo e i valori, il paladino delle cause umili, del moralismo antiberlusconista e, con l'assenza della sinistra dal Parlamento, sta colmando un vuoto, cercando di accaparrarsi i consensi che a quella formazione sono andati alle scorse elezioni.
Anche se non so quanto di vero ci sia nelle sue prese di posizione, contando che lo spazio al centro per lui era finito con la nascita del PD, e che il suo partito sui territori ha preso alcuni notabili a dir poco sospetti (molti provenienti dall'Udeur, altri da Forza Italia, altri da AN) Di Pietro ha un merito: ha ragione
Baget Bozzo quando dice che la vera opposizione a Berlusconi, oggi, è di Di Pietro.
Ma Di Pietro verrà scaricato per questo, appena possibile, dal PD, che non vuole un rompicoglioni come lui (e neanche come Travaglio, Santoro, ecc.), e già oggi Veltroni si sta mordendo i gomiti per averlo imbarcato in campagna elettorale.
alle 17:44
Zoommantik
mi sembra che Di Pietro sui temi che affronta ogni giorno: legalità e conflitto di interessi su tutti abbia ben pochi dubbi da sciogliere.
Forse altri inrassatori di cda, beneficiari di fondi pubblici, nullafacenti a stipendipo pubblico avrebbero molto da farsi perdonare.