Cortocircuiti politici della Città Eterna
e là voilà ... meno male che davano ampie garanzie :http://www.europaquotidiano.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=112081
Cito:una delle ragioni per le quali il Pd è nato è certamente quella di cercare su questi argomenti difficili sintesi nuove, il che dovrebbe escludere punti di partenza ultimativi e sommari. Che, certo, non sono mancati solo da parte di chi oggi si ritrova sostenitore della candidatura di Marino, anzi.
A meno di un miracolo il Berlusca ci dà una batosta di quelle alle prossime elezioni
http://www.uaar.it/news/2009/07/30/sbattezzo-unita-infuriare-teodem/
Lo sbattezzo su "L'Unità" fa infuriare i teodem. Indovinate
i firmatari della lettera quale candidato alle primarie sostengono?
Affossando Marino si affossa il dibattito sui diritti civili? La risposta breve è SI!
Non si può crede che la lotta per la laicità verrà portata avanti da un ex-democristiano che ambisce ad alleanze con l'UDC.
Se non te l'ha spiegato ancora nessuno lo faccio io: in Italia una lobby ultracattolica sta metodicamente attaccando diritti che ci abbiamo messo anni a conquistare (legge 194) o che nel resto d'europa sono assolutamente normali (unioni di fatto). Per non parlare di tutti gli odiosi privilegi e interferenze della chiesa.
Marino è la persona che con coerenza e dignità ha difeso la laicità dello stato e la libertà dei cittadini. E' una bandiera e attaccandolo con calunnie (tutto quello che ha il foglio è una lettera di un responsabile Hr, ne ho scritte anch'io un paio di quelle lettere ci metti dentro tutto, ma tproprio utto cosi se si va al tribunale del lavoro hai le spalle coperte, poi l'Hr e Marino ne hanno concordato un'altra).
Gli altri due candidati non danno alcuna garanzia in materia di laicità, hanno cominciato a parlarne in reazione alla candidatura di Marino dopo essersene allegramente sbattuti per anni.
Promettono di appoggiare le coppie di fatto e tutto il resto cosi come promettevano di risolvere il conflitto d'interessi di Berlusconi etc.
Non hanno credibilità, non danno nessuna garanzia, ci venderebbero per una bicamerale senza problemi.
L'unica speranza è Marino
alle 09:07
martelun
Il dramma dei licenziatiDa repubblica 6 agosto di luciano gambino “…un diritto fondamentale. E cioè il diritto ad una ragionevole sicurezza socio-economica. E’ l’esperienza di chi perde il lavoro senza averne alcuna responsabilità. Chi sia costretto a tale esperienza è colto anzitutto dall’angoscia per l’immediato futuro. Come farò a pagare le rate del mutuo e dell’auto. Le cure odontoiatriche per i figli più piccoli, il costo della scuola superiore o dell’università per i più grandi. In secondo luogo la stessa persona si sente vittima di una grave ingiustizia, di un inganno che qualcuno ha ordito alle sue spalle e che improvvisamente si rivela come tale. Quando si colpisce il diritto a una giusta sicurezza socio-economica, sono queste le emozioni che si diffondono come un incendio boschivo sia tra i diretti interessati, sia tra coloro – molto più numerosi – che pensano domani potrebbe toccare a me”. “Chi non trova lavoro o ha perso il lavoro, dipendente o autonomo, deve poter contare su un sostegno universale al reddito e su efficaci servizi pubblici di formazione e reinserimento. Bisogna occuparsi di salario minimo, anche per vie contrattuali, sollecitare una contrattazione che assicuri il potere d’acquisto e distribuisca meglio i guadagni di produttività”. Dalla mozione di bersani. “Dalle misure per proteggere i lavoratori e cittadini dalla crisi.Le proposte che abbiamo avanzato in questi mesi per fronteggiare l’emergenza, dall’assegno di disoccupazione al credito per le piccole e medie imprese, sono due piccole prove di come si possa spingere all’unità del mondo del lavoro e non alle divisioni e alla disgregazione sociale, come se la società fosse divisa tra le vecchie classi di un tempo finito. Per questo vogliamo cambiare il nostro welfare e renderlo uno strumento universale che accompagni tutte le persone e le famiglie nel corso della vita, proteggendole dai rischi della povertà e dell’ emarginazione. Un welfare che cominci dalla cura e dall’educazione dei bambini, e che dia un ruolo centrale alla formazione permanente, come leva fondamentale per valorizzare le capacità personali. E vogliamo che riguardi non solo i lavoratori subordinati, come nel welfare storico, ma anche i lavoratori autonomi e gli imprenditori, specie quelli piccoli che oggi sono privi di difese sociali”.Dalla mozione di franceschini. “Sostenere i redditi delle famiglie per far ripartire i consumi.Riparare alla drammatica e scandalosa situazione per la quale chi non ha lavoro o loperde, in Italia, grande potenza industriale del mondo, si trova sul baratro delladisperazione.Fornendo ammortizzatori sociali universali che siano una rete di protezione nelle fasilavorative difficili della vita dei cittadini”.Dalla mozione di marino. “le politiche anticrisiLa prima preoccupazione attiene al rischio di un ulteriore deterioramentodel mercato del lavoro. La crisi ha reso più evidenti manchevolezze di lungadata nel nostro sistema di protezione sociale. Esso rimane frammentato. Lavoratorialtrimenti identici ricevono trattamenti diversi solo perché operano inun’impresa artigiana invece che in una più grande. Si stima che 1,6 milioni dilavoratori dipendenti e parasubordinati non abbiano diritto ad alcun sostegnoin caso di licenziamento. Tra i lavoratori a tempo pieno del settore privato oltre800.000, l’8 per cento dei potenziali beneficiari, hanno diritto a un’indennitàinferiore a 500 euro al mese.Un buon sistema di ammortizzatori sociali per chi cerca un nuovo lavoro,finanziariamente in equilibrio nell’arco del ciclo economico, attenua la preoccupazionedei lavoratori, sostiene i consumi, accresce la mobilità tra imprese esettori, favorisce la riallocazione delle competenze individuali verso gli impieghipiù produttivi. Un sostegno definito, non discrezionale, condizionato allaricerca attiva di una occupazione – e qui un rafforzamento dei meccanismi diverifica è ineludibile – aumenta il senso di sicurezza delle persone, ne rendepiù certi i progetti, contiene la necessità di risparmi a fini precauzionali; riducel’iniquità tra lavoratori più o meno tutelati.Opportunamente il Governo ha già incluso tra le misure anticrisi meccanismitemporanei di sostegno al reddito che agiscono anche in caso di sospensionedell’attività nelle imprese non coperte dalla Cassa integrazione. Ha inoltreprevisto un intervento sperimentale a favore di una parte dei collaboratori aprogetto.Va colta oggi l’occasione per una riforma organica e rigorosa, che razionalizzil’insieme degli ammortizzatori sociali esistenti e ne renda più universali itrattamenti. Non occorre rivoluzionare il sistema attuale. Lo si può ridisegnareintorno ai due tradizionali strumenti della Cassa integrazione e dell’indennitàdi disoccupazione ordinarie, opportunamente adeguati e calibrati. Essi andrebberoaffiancati da una misura di sostegno al reddito per i casi non coperti,come avviene quasi ovunque in Europa e come prospettato nel Libro biancodel Governo. Per i bassi salari potrebbe essere studiato un credito d’imposta:adottato con successo in molti paesi, esso potrebbe aiutare la regolarizzazionedi posizioni sommerse.Tra le misure anticrisi rivolte al sistema produttivo sono prioritarie quelletese ad allentare i problemi finanziari delle imprese, come gli interventi che sistanno definendo anche con il concorso della Cassa depositi e prestiti e dellaSACE. Un ulteriore, più diretto sostegno potrebbe venire dalla riduzione neitempi di pagamento dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche,pari a circa il 2,5 per cento del PIL. Nella stessa direzione potrebbe operareuna temporanea sospensione dell’obbligo di versare all’INPS le quote di TFRnon destinate ai fondi pensione, circa 0,3 punti percentuali del PIL l’anno.Entrambe le operazioni, pur determinando un aumento del ricorso ai mercatifinanziari, non peggiorerebbero la posizione patrimoniale netta dello Stato.Le misure volte a mobilitare il risparmio privato nell’edilizia residenziale,che si auspica vengano rapidamente attuate nelle forme appropriate, contribuirannoalla ripresa degli investimenti. Vanno accelerati il completamento deicantieri già aperti e la realizzazione di opere a livello locale, molte delle quali,per la loro contenuta dimensione, possono essere avviate in tempi brevi|.Dalle considerazioni finali di mario draghi governatore della banca d’italia – 29 maggio 2009