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Piazza del Popolo, dietro le quinte / 1

Sabato 3 Ottobre 2009, 19:15 in Vita da blogger di
pedonaleQuando la Repubblica chiama, gli italiani rispondono: non saprei dire se la Repubblica, in questo caso, è più la forma di governo che sancisce la libertà di espressione o il giornale di Scalfari. Fatto sta che arrivo alla stazione Termini già sudatissimo, per colpa di questa città che non riesce a capire che l'estate è finita, pronto per dirigerrmi alla fermata Flaminio, e mi trovo davanti una marea di gente. Mi chiedo se devo proprio continuare: dopotutto sto andando ad una manifestazione indetta da una sigla che odio e che scioglierei subito, è una tortura stare dietro ad una comitiva di tedeschi che puzza di alcool quanto tutta la fabbrica dell'Heineken,si muore di caldo, e stavolta non c'è neanche la canadese . Ma la Repubblica chiama. Mentre aspetto la metropolitana passa una coppia di ragazzi. Lei chiede: "Com'è tutta ssta ggente, amò?". E lui, che è il pensatore dei due: "Boh, mica vanno tutti daaa stessa parte, amò...", mentre vicino, un signore che invece è un po' più informato, ma che probabilmente non condivide l'andata in piazza, dice a mezza bocca: "Guarda che schifo, li mortacci vostra".
 
Arrivo a Piazza del Popolo, che è stracolma, ma veramente stracolma. Non si passa da nessuna parte: è un grande successo, ma se i giornalisti conoscessero veramente il Paese a cui dovrebbero rivolgersi avrebbero avuto un po' meno paura di prendere una piazza più grande da riempire, probabilmente.
 
ds_popoloNel carnaio della piazza mi rendo conto di alcune cose: 1) odio gli uomini di sinistra con i loro zaini; che cavolo ci mettono dentro per riempirli così tanto???  Uno ci aveva messo l'ombrello, alla faccia dei 30 gradi di oggi. Quest'ombrello usciva dallo zaino, e mi è arrivato due volte sulle costole: visto che sono libero di esprimermi, dico che quell'ombrello avrei voluto ficcarglielo altrove... 2) che essere ritardatario non è sempre una cosa chic, ma anzi in questi casi vuol dire prendersela in quel posto. 3) che queste manifestazioni sono l'occasione per vedere quante cavolo di sigle ci sono a sinistra: falci e martello con tutte le sigle possibili, giornali e giornaletti di tutte le associazioni di cultura politica immaginabili (addirittura mi hanno dato un volantino dei Democratici di sinistra, ma non si erano sciolti?). 
 
Mentre cerco di farmi strada tra la folla, invidio i miei amici della mozione Marino, che stanno sotto uno stand, belli tranquilli: io sto in 20 centimetri quadrati di spazio, alzo il braccio un attimo per far passare una persona, e rimango per due minuti con il braccio alzato, perché non c'è lo spazio per rimetterlo giù.
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08 Ott 2009
alle 09:28

pri

berlusconi deve andare via

 

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