Cortocircuiti politici della Città Eterna
"We have finished a difficult year. We have come through a difficult decade. But a new year has come. A new decade stretches before us. We don't quit. I don't quit. Let's seize this moment -- to start anew, to carry the dream forward, and to strengthen our union once more. Thank you. God bless you. And God bless the United States of America."
Questo il finale del discorso sullo Stato dell'Unione di Obama, ieri notte. 85 interruzioni per applausi per lui, in poco più di 70 minuti. Cravatta rossa, quella che i presidenti indossano quando vogliono apparire forti. Economia, lavoro, sanità, terrorismo, speranza. E' finita l'era dell'Obama messia, deve iniziare l'era dell'Obama politico. Un grande spettacolo, che il Presidente USA fa in base a quel capolavoro che gli americani chiamano Costituzione.
Quella Costituzione merita almeno un post. Senza quella Costituzione, il computer da cui vi scrivo non esisterebbe, o, se anche esistesse, sarebbe inutile: senza gli Stati Uniti, senza la vittoria degli ideali che gli Stati Uniti portano con sé, io non userei il computer. Primo perché buona parte di quello che serve è stato ideato (non a caso) in America. Poi, per ragioni meno pratiche, ma più importanti: perché scrivere testi, infatti, se questi non possono essere all'insegna della libertà? Perché fare ricerche su internet, se le informazioni sono censurate, perché discutere nei commenti, se le menti sono ottenebrate da un'ideologia imposta dallo Stato? Perché aprire fogli di calcolo per il proprio budget, se l'iniziativa privata è soffocata dalla programmazione statale? Perché Page e Brin avrebbero inventato Google, sapendo che questo non sarebbe rientrato in un piano quinquennale? Perché uno con un nome chiaramente teutonico avrebbe inventato Facebook, se fosse vissuto in un paese dove il nazionalismo e la razza sono la conditio sine qua non per i diritti basilari? Come avrebbero fatto le ragazze e i ragazzi di Teheran a far sentire la propria voce disperata, se nel mondo avesse vinto chi chiudeva i giornali, chi riduceva al silenzio le radio, le televisioni, e avrebbe fatto lo stesso anche con internet?
Senza ombra di dubbio, vi posso scrivere oggi perché quello passato è stato il secolo americano. E vi scrivo con la speranza che anche il decennio che sta iniziando, come i prossimi ancora, siano all'insegna dei valori più alti che gli Stati Uniti (con l'aiuto anche nostro) portano avanti. Con Obama, oltre Obama. God bless America, in ogni caso.
Sono completamente d'accordo con te. Dopodomani mi laureo con una tesi su Obama e il sogno americano e devo dire che cercare il materiale e scrivere la tesi è stato davvero piacevole e interessante. Oltre all'importanza enorme della Costituzione Usa mi preme ricordare anche quella della Dichiarazione d'Indipendenza e dei Federalist Papers, di sicuro entrambi hanno portato un fondamentale contributo alla democrazia e hanno contribuito alla grandezza dell'America.
alle 18:39
Cristina
Sono completamente d'accordo con te. Dopodomani mi laureo con una tesi su Obama e il sogno americano e devo dire che cercare il materiale e scrivere la tesi è stato davvero piacevole e interessante. Oltre all'importanza enorme della Costituzione Usa mi preme ricordare anche quella della Dichiarazione d'Indipendenza e dei Federalist Papers, di sicuro entrambi hanno portato un fondamentale contributo alla democrazia e hanno contribuito alla grandezza dell'America.