Cortocircuiti politici della Città Eterna
Esterino Montino è l'attuale vicepresidente "reggente" della regione Lazio. Vista la campagna elettorale in corso, lo abbiamo raggiunto telefonicamente per intervistarlo sui temi principali di questa campagna elettorale.
Montino, quanto influirà la vicenda della presentazione delle liste su questa competizione elettorale, secondo lei?
A parte la presenza o meno della lista del Popolo della Libertà a Roma, è certo che il centrodestra ha perso la propria immagine di credibilità: pagherà sicuramente un prezzo politico per questo, soprattutto perché ha esagerato. Invece di ammettere le proprie colpe, ha preferito scaricare le responsabilità sugli altri, aggiungendo insulti e atteggiamenti arroganti: l'atteggiamento, mi pare, di chi ha perso la spinta della fiducia in sé.
Venendo al programma, non si può non parlare di sanità. La vostra Giunta si è trovata, all'inizio, di fronte a una situazione a dir poco disastrosa, dal punto di vista finanziario ed organizzativo: avete fatto molto e ottenuto innegabilmente buoni risultati. Visto che, però, quei risultati già li conosciamo, la mia domanda è un'altra: cosa bisognerà fare nei prossimi cinque anni?
Continuare il percorso di ristrutturazione e riorganizzazione sanitaria, attraverso un riequilibrio che parte dal territorio come punto forte del sistema. Bisogna procedere con la riorganizzazione della rete ospedaliera e puntare sui servizi e sulle strutture territoriali di prossimità: dobbiamo allineare la struttura ospedaliera con quella della riabilitazione, e abbiamo bisogno di poliambulatori, presidi territoriali di prossimità, RSA. Dobbiamo migliorare la nostra offerta. Le faccio un esempio, che riguarda le residenze per anziani...
Un tema delicato, direi, visto che la popolazione sta invecchiando...
Appunto: pensi che il fabbisogno regionale per gli anziani sarebbe di 13 mila posti letto. Al momento, nonostante i nostri sforzi, ne abbiamo ancora solo 5.400. Dobbiamo colmare assolutamente questo divario.
Beh, per progetti così impegnativi andrebbero coinvolti gli operatori della sanità...
Assolutamente sì. Ad esempio, gli accordi che vogliamo prendere con i medici di famiglia presenti sul territorio saranno molto importanti. Già oggi, grazie ad un accordo, abbiamo consentito che moltissimi studi restino aperti 9 ore al giorno, anche nel fine settimana, per offrire le cure primarie ai cittadini, come alternativa al Pronto Soccorso e all'ospedale.
Il Lazio vive, purtroppo, sulla propria pelle gli effetti della crisi economica globale. Parliamo di aziende in crisi, zone a rischio deindustrializzazione, ecc. Cosa si può fare per agganciare la ripresa e dare nuovo ossigeno all'economia regionale?
Beh, se mi parla di ripresa, iniziamo col dire un dato di fatto: altri paesi stanno reagendo decisamente meglio dell'Italia, e si stanno riprendendo con ritmi che noi ci sogniamo. Questo dimostra che il primo elemento fondamentale per dare fiato all'economia sarebbe una attiva politica di rilancio da parte del governo nazionale.
E questo non sta avvenendo?
Parlare di politica attiva presuppone che si siano fatte delle scelte, che non si vedono. Invece, oggi come mai occorrerebbe dare uno stimolo ai consumi con interventi sui redditi più bassi, attivare politiche per le imprese a breve e a lungo termine.
Rimanere fermi di certo non aiuta...
Io dico: incentiviamo nel breve i settori potenzialmente più dinamici, e investiamo nel lungo termine su tecnologia, università, formazione. Questo ci porta ad agganciare la ripresa, non le chiacchiere.