Cortocircuiti politici della Città Eterna
(questo post è tratto da un passaggio di un mio intervento ad un congresso del PD romano della scorsa settimana)
I municipi di Roma sono delle grosse incompiute. Così come sono non funzionano: non hanno poteri, non hanno fondi, non hanno capacità decisionale. La situazione, l'anno prossimo, se dovessero essere confermate le voci di ulteriori tagli da parte del bilancio comunale, sarà ancora peggiore. Allo stesso tempo, la rimodulazione dei municipi che avverrà con Roma Capitale sarà decisa più dal Governo centrale che da un'Amministrazione capitolina che non ha una sua idea di città. Insospettisce non poco, tra l'altro, lo smembramento di alcuni municipi storicamente "di sinistra", come l'XI.
Non possiamo rassegnarci a questa situazione. Dobbiamo proporre un modello che segua i principi dell'autogoverno locale, della diffusione del potere politico-amministrativo, della sussidiarietà, valore costituzionale in cui i municipi, più vicini alla società e alle sue forze interne, possono essere quanto mai preziosi.
Ero, sono e resto convinto che nella società romana, in questo mercato, ci sono già tutte le energie per superare la crisi. Ci sono saperi, esperienze, volontà e sbocchi che potrebbero farci lasciare questa crisi alle spalle, senza dubbio. Il problema è che queste energie devono trovare uno sfogo per esprimersi, e in questo servirebbe un impulso pubblico (non necessariamente economico) che l'Amministrazione Alemanno non sa dare. Per questo mi concentro molto sulla sussidiarietà, affinché la società arrivi, come dovrebbe essere sempre, dove non arriva l'intervento pubblico (che non deve, comunque, spingersi troppo al di là del minimo indispensabile: il problema con Alemanno è che non fa neanche l'indispensabile).
Proprio la mancanza di un'Amministrazione centrale adeguata ci impone la scelta di un riequilibrio generale dei poteri istituzionali della città, in cui i municipi diventino dei veri e propri comuni metropolitani, con capacità impositiva e di spesa. E in cui tutti i municipi si impegnino, finalmente, a rinunciare a una politica troppo spesso pittoresca, e a dare alla città un impulso decisivo per lo sviluppo locale. Questo nodo - dello sviluppo locale - è ormai ineludibile, pena il nostro definitivo declino: è tempo, perciò, che se ne occupino veramente tutti i livelli dell'amministrazione, finalmente.