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La pagliuzza radicale e la trave di Di Pietro

Giovedì 12 Gennaio 2012, 22:06 in Analisi politiche di

Si parla del No radicale all'arresto di Cosentino. Ma Di Pietro ha combinato di peggio, con banalità, volgarità e stupidità.

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La Camera dei Deputati ha negato l'arresto a Cosentino, con 11 voti di scarto. Tra quegli 11 voti ci sono, ancora una volta, quelli della delegazione radicale all'interno del gruppo del Partito Democratico. Ed è scoppiata la polemica. Una parte del PD, prima fra tutti la presidente Rosy Bindi, ha ripreso a tuonare contro l'inaffidabilità degli alleati radicali (anche se la decisione garantista di oggi, per chi conosce un minimo la storia radicale, era più che prevedibile). Tra i militanti e gli elettori, sui social network e su internet (domani sarà anche tra i commenti dei giornali, sicuramente) si scatena la rabbia contro Pannella & co. Tutti sono tornati a criticare la scelta fatta nel 2008, di imbarcare i radicali nelle liste PD e legarsi a loro per tutta una Legislatura. Una rabbia legittima, per carità, se non fosse che molti di quelli che oggi criticano l'alleanza coi radicali fino a qualche settimana fa erano più che soddisfatti dell'alleanza del partito di Bersani con Di Pietro, immortalata nella tristemente famosa "foto di Vasto". Ebbene, in quelle stesse ore, mentre la pagliuzza radicale non mandava in galera Cosentino, l'ex pm molisano piazzava una trave nell'occhio democratico.

Di Pietro, commentando nel suo solito modo becero la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato i referendum elettorali, ha accusato il PD di far parte di una maggioranza inciucista, che mette a repentaglio la democrazia in Italia (purtroppo il disco rotto che ha infestato le nostre cronache politiche per quasi 20 anni di berlusconismo non è stato ancora sostituito da questo banale personaggio politico). Per rendere la dichiarazione ancora più pesante, e far parlare di sé anche in un momento in cui la sua forza politica non dovrebbe più stare al centro dell'attenzione (avendo esaurito anche l'ultima briciola della sua funzione storica), Di Pietro ha tirato in ballo volgarmente il Capo dello Stato, che ha risposto con fermezza. La risposta di Napolitano, però, è stata isolata, perché non sono ancora arrivate prese di posizione altrettanto decise da parte dei vertici democratici.

Inutile dire quale, tra la pagliuzza e la trave, sia stata notata di più. Ma la trave fa più male, e sarebbe il caso che anche il PD se ne accorgesse.

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2 commenti
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13 Gen 2012
alle 11:44

Claudio Alberti

Io non dico da nessuna parte (perché non lo penso) che ieri la Camera abbia fatto bene a dire No alla richiesta d'arresto. Ma attenzione: non si parlava di un processo, si parlava di mandare in galera una persona senza che questa fosse stata giudicata colpevole, il che rende più complessa la questione. Sul passaggio parlamentare, ti faccio una domanda: se non ci fosse bisogno dell'autorizzazione parlamentare, cosa potrebbe fermare un giudice (potere esterno rispetto alla politica, indipendente, quindi senza controllo) antidemocratico dall'ordinare l'arresto di tutti i parlamentari, magari anche per futili motivi, creando così il caos? È la democrazia, che è fatto di check and balance, controllo e bilanciamento dei poteri: se i poteri sono sbilanciati (la politica decide cosa devono fare i magistrati o i magistrati hanno il potere di arrestare quando vogliono i politici) non c'è democrazia.

Su Di Pietro: ti ricordo soltanto che questo signore aveva detto che non avrebbe dato la fiducia a Monti, e quando il popolo del web lo ha citicato ha deciso di votare la fiducia in Parlamento, e poi ha cambiato un'altra volta idea ritirando subito dopo il suo sostegno. Ti ricordo anche che questo referendum elettorale era stato proposto perché era fallito il precedente referendum (2009), in cui Di Pietro aveva raccolto le firme prima, e poi, al momento del voto, aveva ritirato il suo appoggio, con un voltafaccia codardo e paraculo. Che lui segua una linea politica coerente è un'opinione tua, purtroppo non suffragata dai fatti.

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13 Gen 2012
alle 09:29

Luca

Non sono d'accordo Claudio. Quello che è successo ieri e altre volte è molto triste. Mi spieghi perchè per mettere sotto processo un deputato ci deve essere il volere favorevole degli altri(lo prevede la costituzione, ma è sbagliato)? che poi mi devi spiegare su che basi decidono se una persona è più o meno da mandare sotto processo. Perchè poi i referendm in italia non devono mai essere rispettati? non li facessero allora. Detto questo credo che Di Pietro sia uno dei pochi a seguire una linea politica(più o meno condivisibile) e a non cambiarla a seconda di come tira il vento.

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