Cortocircuiti politici della Città Eterna
Collegi uninominali e piccole liste: la proposta del senatore PD può essere la via d'uscita dal balletto sulla legge elettorale
Il senatore del PD Stefano Ceccanti ha presentato un disegno di legge per la riforma elettorale. Una proposta che cerca di conciliare gli aspetti migliori del sistema tedesco e di quello spagnolo: un sistema "che si propone - come si legge nel ddl - di superare gli attuali incentivi a formare coalizioni omnicomprensive spostate sugli estremi senza per questo cadere, come accadrebbe in Italia adottando sistemi speculari quanto quello tedesco, in coalizioni obbligate al centro del sistema".
Assegnando gli eletti per metà attraverso collegi uninominali e per l'altra metà in piccole liste, dunque, riporta da un lato ai cittadini la possibilità di scegliere i loro rappresentanti, e allo stesso tempo tramite la ridotta dimensione delle circoscrizioni "assicura un vantaggio significativo ai partiti a vocazione maggioritaria e all'esigenza delle grandi democrazie di individuare di norma un chiaro vincitore attraverso il voto degli elettori" (per quanto ne so io, il sistema spagnolo favorisce i grandi partiti nazionali).
Una parte specifica della proposta, poi, è dedicata alle primarie: i partiti che decideranno di fare le primarie per scegliere i candidati nei collegi uninominali avranno sulla scheda elettorale, accanto al simbolo, la dicitura "Lista composta con metodo democratico sulla base di elezioni primarie", ma soprattutto potranno contare su un rimborso elettorale pieno. Viceversa, per i partiti che non sceglieranno almeno i due terzi dei propri candidati con le primarie o che non comporranno le liste con almeno un terzo dei candidati per ciascun genere, "il rimborso delle spese elettorali calcolato rispetto ai voti validi ottenuti ai sensi delle norme vigenti è ridotto della metà".
Mi pare che questa proposta sia estremamente conveniente per il PD e anche per la parte più dialogante del Pdl, che sembrava molto vicina a una soluzione alla spagnola. Certo, che si torni a parlare nella proposta della "vocazione maggioritaria" tanto cara al PD delle origini, e poi accantonata in era bersaniana, farà storcere la bocca a molti esponenti democratici di quell'area politica. Bisognerà vedere, inoltre, quante sponde offrirà Casini (che non sarà certo contento di vedere il sistema tedesco "annacquato") e quante pressioni sarà ancora disposto a fare in proposito il presidente Napolitano, che sarà probabilmente il baricentro degli orientamenti e dell'individuazione delle priorità politiche anche su questo tema. Ma il Ceccantum c'è, è in campo e vuole essere una proposta credibile, di cui si dovrà tener conto.