Cortocircuiti politici della Città Eterna
Avendo a che fare con sindacati riottosi, imprese non sempre lungimiranti e un mercato del lavoro che fa acqua da tutte le parti, è fondamentale il gioco di squadra. Monti e la Fornero ci stanno riuscendo.
Il presidente del Consiglio Mario Monti e la ministro del Lavoro Elsa Fornero stanno affrontando la questione spinosa della riforma del mercato del lavoro, del diritto che lo regola, degli ammortizzatori sociali che lo sostengono. Una riforma necessaria per risolvere molti dei problemi che affliggono la nostra forza lavoro, chiestaci in primis dall'Europa, che vede nella rigidità del nostro mercato uno dei freni maggiori al nostro sviluppo (la pensano così anche Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e una montagna di osservatori indipendenti).
Avendo a che fare con sindacati riottosi e spesso conservatori, imprese non sempre lungimiranti, e un punto di partenza infimo (tra la selva di contratti che abbiamo, uno Statuto dei lavoratori vecchio di quarant'anni, i precari, i disoccupati, i mostruosi ritardi in termini di occupazione al Sud e delle donne, solo per citare alcuni fattori, il nostro mercato del lavoro fa acqua da tutte le parti), la strategia del Governo non può essere che quella del gioco di squadra, e mi pare che finora Monti e la Fornero ci stiano riuscendo.
Per rimbalzare le critiche, le pressioni, le indiscrezioni e le smanie di protagonismo di politici e sindacalisti, mi pare di capire che finora il Premier e la sua ministra si siano dati il cambio nei ruoli di poliziotto buono e poliziotto cattivo. Quando la Fornero ha accelerato sulla riforma (è stata la prima a dire che l'articolo 18 non è un tabu, ad esempio), Monti è corso a rasserenare il clima, a distendere gli animi e rinviare le decisioni. Quando invece è stato lui a partire in quarta, annunciando intenti bellicosi e la volontà di andare dritti alla meta, è stata lei a rallentare e ad accollarsi qualche chiarificatrice marcia indietro, come quando si è trattato, l'altro giorno, di far sapere che non si aveva intenzione di eliminare la cassa integrazione. Quando compare all'orizzonte il poliziotto cattivo, finora - non importa di chi abbia le fattezze - ci sarà sempre a tallonarlo il poliziotto buono. È un gioco antico quanto il mondo, una tattica nota e collaudata. E soprattutto è un gioco di squadra. Speriamo porti risultati.