Cortocircuiti politici della Città Eterna
I berlusconiani non rivalutano il Presidente Emerito neanche dopo la morte. Ma ha ragione Casini, meglio il silenzio dell'ipocrisia.
Il partito di Berlusconi ha deciso di disertare le esequie in ricordo del Presidente Scalfaro, suscitando prevedibili polemiche da parte dei suoi avversari.
Si è distinto, però, Casini, che ha detto giustamente: meglio il silenzio dell'ipocrisia. Credo che abbia ragione, e che sbaglino quelli che hanno criticato la scelta dei berlusconiani.
Scalfaro scelse, da uomo politico qual era, di essere di parte. Accettò il destino della sua Presidenza di essere controversa e leggibile in più modi. Non si tirò indietro quando si trattò di schierarsi, e non misurò le parole quando si trattò di dare giudizi negativi sulla politica del centrodestra negli ultimi 20 anni. Lui stesso, probabilmente, non avrebbe voluto che quelli che erano stati suoi avversari in vita lo rivalutassero fintamente in punto di morte. Nonostante la sua attenzione all'etichetta, da uomo antico, non avrebbe accettato l'ipocrisia su di sé. Non avrebbe mai desiderato che la sua figura diventasse tanto piatta da piacere a tutti. Per questo il Pdl ha fatto bene a non presentarsi alla camera ardente, e ha fatto bene a non fingere che niente fosse successo. A suo modo, anche questo è stato un mondo per ricordare Scalfaro.