Cortocircuiti politici della Città Eterna
Il nuovo Avanti! propone una legge costituzionale per dare un doppio diritto di voto per i giovani. Ma i rischi di questa proposta sono più dei vantaggi
È di qualche giorno fa il ritorno in vita de L'Avanti!, lo storico giornale socialista caduto in disgrazia negli ultimi anni (ne è stato direttore Valter Lavitola, il che è tutto dire...).
Rino Formica, direttore di questa nuova "avventura", ha lanciato le sue idee guida che orienteranno l'azione politica del giornale: tra i temi istituzionali presenti in esse, al punto c), si trova questo passaggio:
c) Legge costituzionale valida per 10 anni che garantisca ai giovani dai18 ai 40 anni voto doppio nelle elezioni politiche.
Una norma transitoria, dunque, che per proporre un nuovo patto generazionale dà voto doppio ai giovani, affinché questi determinino maggiormente l'esito delle elezioni, e spingano perciò i partiti politici a realizzare programmi più attenti alle tematiche giovanili.
Sicuramente una suggestione interessante, una proposta in grado quantomeno di concentrare l'attenzione su una problematica grave di questo Paese. Ma, con tutti i ringraziamenti che io, giovane abbastanza sotto i 40 anni, posso fare a Formica per l'interessamento, preferisco rimanere uguale di fronte alla legge, come tutti gli altri cittadini italiani. Ritengo che questo sia uno dei pochi capisaldi di una Democrazia, e che il principio "una testa, un voto" vada salvaguardato ad ogni costo. Perché sancire, seppur temporaneamente, che ci sono cittadini di Serie A e Serie B al momento del voto, porta con sé delle conseguenze che non possiamo conoscere: cosa succederebbe se domani, sull'onda di questo principio, si dicesse che il voto dei pensionati dovrebbe valere come mezzo? E se qualcuno, dicendo che veramente c'era una questione giovanile che ha spinto a dare voto doppio ai giovani, c'è anche una questione religiosa, e quindi bisogna dare voto doppio anche a preti e monache? O che in tempi di crisi economica si dovrebbe dare voto doppio agli industriali?
I rischi che si nascondono dietro la proposta, insomma, sono molti di più dei vantaggi. Anche perché io, che resto un giovane abbastanza sotto i 40 anni, non voglio contare solo il giorno delle elezioni. Voglio costruire la mia cittadinanza e la mia partecipazione giorno dopo giorno, e vedere il mio Paese che non mi dà il contentino dentro un'urna, ma mi offre opportunità e speranze. Quelle che cercano i miei coetanei in giro per l'Europa e il mondo, quando lasciano l'Italia. Se posso permettermi, l'azione di Monti in queste settimane, che ci consegna un Paese meno strangolato dai debiti, più libero di intraprendere e crescere, più agile e meno attento alle corporazioni che finora hanno bloccato l'Italia, mi garantisce molto di più di una legge costituzionale come quella proposta da Formica.