Cortocircuiti politici della Città Eterna
Non ridono alle battute, si arrabbiano e rimuginano per ogni cosa che succede, non accettano rimproveri o sconfitte. E se i giovani italiani fossero solo dei "rosiconi"?
Iniziò il povero Padoa-Schioppa, con l'infelice battuta sui bamboccioni. Adesso sono arrivati i ministri del Governo Monti e lo stesso Premier, a parlare dei giovani come mammoni, e vogliosi di un posto di lavoro noioso e monotono, sfigati. Ogni dichiarazione, anche quelle che erano palesemente delle battute (meno infelici di quanto si possa credere), hanno suscitato una selva di reazioni, incazzature, proteste, risentimento. A questo punto, forse la prossima dichiarazione di qualche ministro potrebbe essere la più giusta: i giovani italiani non sono mammoni, non sono bamboccioni né noiosi, ma un po' rosiconi sì.
Il rosicone è quello che non ride alle battute su di lui, che si arrabbia e rimugina per ogni cosa, che vuole vedere solo il lato negativo di quello che gli succede, che non accetta rimproveri o sconfitte. Così sono tanti giovani italiani.
Se non fossero rosiconi, si accorgerebbero che in realtà in questo Paese si parla di questioni giovanili solo quando qualcuno fa una battuta. Che fa incazzare, certo, ma fa anche discutere. La Camusso, ad esempio, dei giovani non parlerebbe neanche sotto tortura, ma grazie alle battute dei ministri ha dovuto farlo. Uno come Cicchitto non credo abbia come prima preoccupazione i giovani, ma se ne è dovuto occupare e ha dovuto prendere posizione, sempre in risposta a quelle battute.
Se non fossero dei rosiconi si accorgerebbero che i ministri non si rivolgono direttamente a loro, quindi se una di loro dice che i ragazzi vogliono trovare lavoro vicino ai genitori non serve che chiunque abbia trovato un lavoro a più di 20 chilometri da casa si senta in dovere di dire che per lui non è così.
Se non fossero dei rosiconi capirebbero che quelli che si nascondono dietro le battute sono dei problemi reali. Perché è vero che se uno si laurea a 30 anni può avere avuto i suoi problemi, può aver lavorato e incontrato mille difficoltà, ma se a laurearsi tardi sono migliaia di persone quello diventa un problema di sistema, e lede la competitività dell'intero Paese. Lo stesso dicasi per i giovani che non vogliono andare a lavorare lontano da casa: ognuno singolarmente ha le sue ragioni, ma la massa di quanti si comporta così è una bomba ad orologeria per l'Italia.
Se non fossero dei rosiconi non accetterebbero le ritorsioni che vengono fatte a figlie e figli dei ministri, non considererebbero normale che si spulci nella loro vita e si metta in dubbio la loro professionalità, senza neanche conoscerli: in questi giorni si sono accaniti contro la figlia della Fornero, che lavora in una facoltà diversa da quella della madre e partecipa a progetti di ricerca internazionali, e tutti sono stati concordi nel dire che quel posto glie l'ha trovato la madre. Può darsi che sia così (d'altronde l'università italiana funziona in questo modo, e questo Governo sta facendo già diverse cose per cambiarla in meglio), ma a nessuno è saltato in mente lo scrupolo di chiedere se la dott.ssa Fornero figlia sia brava o no, meritevole o no del posto. E già questo meriterebbe un minimo di solidarietà umana nei suoi confronti, che però non compete al rosicone di turno.
Se non fossero dei rosiconi, i giovani non andrebbero a piluccare tra le parole dei motti di spirito. Un posto fisso è monotono, è vero. Ma non vuol dire che tutti i posti fissi siano monotoni: anche un bambino capisce che prendere una frase, toglierla dal contesto in cui viene detta e interpretarla alla lettera è un'operazione disonesta intellettualmente. Se lo si fa, è semplicemente perché si cerca un pretesto per mettere il broncio. E allora i rosiconi italiani hanno capito benissimo che quando Monti parlava di posto fisso noioso li stava sfidando ad avere più ambizioni di quella di guadagnarsi un tozzo di pane con un lavoro mediocre ma forse sicuro, hanno capito che l'intento era quello di spingerli ad emergere e cercare maggiori gratificazioni (perché così ne beneficerebbe il sistema intero), ma hanno preferito rosicare, per paura. Peggio, hanno tirato fuori la storia che Monti ha il posto fisso, come senatore a vita, come se fare la commessa o il senatore fossero la stessa cosa. Anche un idiota, ascoltando l'intero ragionamento di Monti, e non solo una parte, come hanno fatto i paraculi rosiconi, avrebbe capito che la monotonia non è automatica per tutti i "lavori sicuri", e avrebbe una minima cognizione di cosa vuol dire la dizione "posto fisso" nella storia di questo Paese. È una questione semantica.
Ma la semantica è difficile. È più semplice rosicare.