Vendola e l'avviso di garanzia: facile, senza giudici protagonisti

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Da giorni è in corso una difesa mediatica a tutto campo del governatore, che ha il vantaggio di non avere contro una procura che spettacolarizza l'inchiesta.

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Dall’arrivo dell’avviso di garanzia in poi, il governatore della Puglia Nichi Vendola ha scatenato una controffensiva mediatica per difendersi che potrebbe essere considerata un vero e proprio bombardamento. Su internet, nelle interviste, in una conferenza stampa, e in tv.

Anche oggi è stato ospite di Maria Latella a SkyTg24. Forse, dovrebbe ringraziare la Procura per avergli ridato tutta questa visibilità. Inutile dire che le vicende giudiziarie rendono quasi inevitabile confrontare il comportamento di Vendola con quello di Berlusconi, più volte colpito da inchieste e accuse.

In realtà, non sapendo ancora se Vendola è colpevole (ma considerandolo assolutamente innocente fino a che una sentenza definitiva non dirà il contrario), posso dire solo una cosa: a differenza di Berlusconi, Vendola dice di volersi difendere in tribunale, e di farlo volentieri. In realtà però la sua difesa non è fatta nelle aule di giustizia, ma sui media, il che contraddice non poco le sue parole. Allo stesso tempo, poi, non posso fare a meno di notare un elemento fondamentale di questa vicenda, che la differenzia dall’altra: Vendola non ha contro una procura di protagonisti. Non arrivano dichiarazioni-choc dagli ambienti dell’accusa, non escono ogni giorno sui giornali le intercettazioni che lo riguardano, non fioccano i retroscena sui giornali. Vendola ha comunque il vantaggio di vivere ancora una vicenda locale e di non attaccare mai frontalmente i magistrati (se ci si fa caso, parla sempre contro “le accuse” che lo riguardano, e mai contro “gli accusatori”).

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